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	<title>Free Culture</title>
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	<description>Incentivare gli scambi interculturali</description>
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		<title>Erasmus per tutti: L’Europa vuole potenziare gli scambi</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Oct 2011 13:47:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Studente</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’Europa ha annunciato che destinerà diversi fondi a sostegno dei giovani e della preziosa opportunità per loro di svolgere scambi culturali all’estero. Si parla di quasi venti miliardi di euro da stanziare a partire dal 2014, per un periodo lungo &#8230; <a href="http://www.freeculture.it/cultura/erasmus-per-tutti-l%e2%80%99europa-vuole-potenziare-gli-scambi/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.freeculture.it/wp-content/uploads/2011/12/istruzione-300x200.jpg" alt="Scambi culturali" title="Studente" width="300" height="200" class="alignleft size-medium wp-image-24" /><br />
<strong>L’Europa ha annunciato che destinerà diversi fondi a sostegno dei giovani e della preziosa opportunità per loro di svolgere scambi culturali all’estero. Si parla di quasi venti miliardi di euro da stanziare a partire dal 2014, per un periodo lungo cinque anni. Gli ambiti su cui la comunità europea vuole concentrarsi sono scuola e creatività, due strumenti chiave per combattere e sconfiggere la crisi. </strong></p>
<h2>Lo scambio come fonte di cultura e formazione</h2>
<p>Il futuro dell’Europa sta nei giovani che la abitano. E nel mondo del lavoro stanno assumendo un ruolo sempre più importante l’istruzione e l’estro creativo. Nel contempo l’incontro, lo scambio tra culture e il dialogo costruttivo tra diversità costituiscono insieme un’esperienza formativa importantissima per la persona. L’UE vuole concentrarsi su questi aspetti, vedendo in essi i mezzi fondamentali per una ripresa economica dell’Eurozona.<br />
Proprio per questo ha annunciato un cospicuo aumento degli investimenti destinati alla gioventù, all’istruzione e allo sport: rispetto al bilancio del quinquennio precedente i fondi sono aumentati di più del 50%.  Il programma proposto si rivolge a giovani di diverse fasce d’età  e che si trovano in differenti situazione di scambio: dagli studenti universitari alle persone che stanno svolgendo attività di volontariato all’estero, a chi ancora si sta misurando con una vera e propria formazione professionale.</p>
<h2>Lo scambio per eccellenza: l’Erasmus</h2>
<p>Tra tutte queste esperienze, l’Erasmus rimane probabilmente il progetto europeo di scambio culturale più famoso in tutta la UE. Sono migliaia gli studenti che, da ormai più di 25 anni, usufruiscono di borse studio che permettono loro di trascorrere all’estero un periodo che dura diversi mesi, e che a volte si protrae per quasi un anno.<br />
La Comunità Europea ha quindi deciso di raddoppiare le borse di studio Erasmus, con il fine di aumentare da un lato la qualità della formazione dello studente che partecipa allo scambio giovanile, dall’altro la professionalità dell’insegnante che lo segue.<br />
Il progetto, ribattezzato “Erasmus per tutti”, avrà come scopo quello di garantire un aiuto concreto alla formazione, e non solo: sarà di sostegno infatti a chi parteciperà ad iniziative internazionali di volontariato, e sosterrà anche lo sport, battendosi contro doping, razzismo e violenza. </p>
<p>Foto: Robert Kneschke &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Free culture e gli scambi culturali</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Sep 2011 13:52:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Studente</dc:creator>
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		<description><![CDATA[YFU (Youth for understanding) è stata rappresentata in Italia da Free Culture, Associazione di relazioni internazionali. Per diversi anni questa realtà ha organizzato e promosso la cultura dello scambio, ospitando giovani e studenti provenienti da tutte le parti del mondo. &#8230; <a href="http://www.freeculture.it/associazioni-culturali/free-culture-e-gli-scambi-culturali/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.freeculture.it/wp-content/uploads/2011/12/Globo-273x300.jpg" alt="Intercultura" title="Mondo" width="273" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-27" /><strong>YFU (Youth for understanding) è stata rappresentata in Italia da Free Culture, Associazione di relazioni internazionali. Per diversi anni questa realtà ha organizzato e promosso la cultura dello scambio, ospitando giovani e studenti provenienti da tutte le parti del mondo.</strong></p>
<p>Caratteristiche e storia di Free Culture</h2>
<p>Free Culture è stata l’associazione di riferimento per i giovani che volevano fare esperienza YFU in Italia. Napoli ospitò la prima sede di quella che allora era chiamata semplicemente “YFU Italy. A partire dal 1991 iniziarono gli scambi culturali, legati a diversi ambiti: la famiglia, lo studio, il turismo sociale, il volontariato e lo sport. Le mete di scambio inizialmente privilegiate furono gli Stati Uniti; a seguire l’Australia, il nord Europa, tra cui la Danimarca e la Norvegia, e poi ancora molte altre nazioni del mondo occidentale e orientale. Free Culture è stata una associazione senza fini di lucro, con finalità educative. Il suo obiettivo è stato favorire una formazione interculturale, usando gli scambi culturali come mezzo per ampliare gli orizzonti, far incontrare ragazzi di culture diverse e far loro accettare la reciproca diversità come risorsa.</p>
<h2>Le iniziative di Free Culture</h2>
<p>Free Culture si è impegnata nell’organizzare diverse tipologie di scambi culturali, sia in Europa che nel mondo. Tra le offerte più brevi c’era la possibilità di fare un soggiorno in un paese europeo per sei settimane, di solito nel periodo estivo. L’associazione proponeva però anche scambi più impegnativi e dal forte impatto interculturale, che permettevano al giovane di trascorrere dai sei ai dodici mesi presso una famiglia di accoglienza in America, selezionata e verificata dalla YFU: una vera e propria immersione in un altro mondo, con la possibilità di continuare a frequentare la scuola durante la permanenza all’estero.<br />
I programmi erano rivolti ai ragazzi tra i 15 e i 22 anni ed erano di norma divisi in due fasce d’età, la prima che coinvolgeva i ragazzi dai 15 ai 18, l’altra i giovani dai 18 ai 22.<br />
Free culture negli anni non si è occupata solo di scambi culturali ma anche di promozione del volontariato, della solidarietà, dello sport, e più in generale dell’importanza del dialogo e della pace tra popoli diversi.</p>
<p>Foto: rtguest &#8211; Fotolia</p>
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		<title>&#8220;Villes-Fleuve à Villes-Fleuve&#8221; Free culture e UNESCO</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Sep 2011 13:46:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Studente</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Free Culture è un’associazione che si è occupata di scambi interculturali, ma negli anni ha ampliato la sua sfera d’azione anche nel campo della solidarietà internazionale. Tra i diversi progetti che ha portato avanti negli anni, rimane forte la testimonianza &#8230; <a href="http://www.freeculture.it/associazioni-culturali/villes-fleuve-a-villes-fleuve-free-culture-e-unesco/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.freeculture.it/wp-content/uploads/2011/12/Veneto-214x300.jpg" alt="Regioni d&#039;Italia" title=" Veneto" width="214" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-18" /><strong>Free Culture è un’associazione che si è occupata di scambi interculturali, ma negli anni ha ampliato la sua sfera d’azione anche nel campo della solidarietà internazionale. Tra i diversi progetti che ha portato avanti negli anni, rimane forte la testimonianza del progetto &#8220;Villes-Fleuve à Villes-Fleuve; solidaritè et cooperation internationale&#8221;", nato in collaborazione con l’UNESCO.</strong></p>
<h2>Nascita e realizzazione del progetto Villes-Fleuve à Villes-Fleuve</h2>
<p>L’immagine alla base del progetto “Villes-Fleuve à Villes-Fleuve “è il legame che tutte le città hanno in comune con i fiumi loro vicini, in Italia così come nei paesi in via di sviluppo. In virtù di questa vicinanza si è creato questo progetto di sostegno che ha coinvolto diversi paesi; dopo essersi riuniti nel Forum Euromediterraneo  (svoltosi a Padova nel 1994), le nazioni partecipanti si sono impegnate infatti a concretizzare una serie di progetti solidali che potessero sostenere lo sport e la cultura grazie alla cooperazione internazionale. In Italia il proposito è stato portato avanti da Free culture, in concerto con la Regione Veneto e i comuni di Padova, Venezia, Mira e Dolo. Diverse associazioni e strutture private hanno dato vita a una serie di eventi culturali e sportivi lungo il corso del fiume Brenta.<br />
Ne è risultata una sostanziosa raccolta di fondi che hanno potuto sostenere la realizzazione di diversi progetti: grazie a “Villes-Fleuve à Villes-Fleuve” sono state costruite scuole, strutture sportive e centri per disabili, soprattutto nei paesi del terzo mondo.</p>
<h2>Villes-Fleuve à Villes-Fleuve: un mondo unito dai fiumi</h2>
<p>L’UNESCO, coinvolta in questo progetto, ha riconosciuto l’importanza di “Villes-Fleuve à Villes-Fleuve”, come testimonia la dichiarazione di Federico Mayor (ex-direttore generale di UNESCO).<br />
Mayor ha sottolineato infatti la felice intuizione di utilizzare l’immagine della città fluviale come elemento di unione tra tutte le civiltà del mondo. Infatti, indipendentemente dalla propria potenza economica, tutte le città fluviali sono tra loro “vicine” per esperienze e immaginario collettivo, e condividono il legame con l’acqua come fonte di vita e sostentamento. Grazie a “Villes-Fleuve à Villes-Fleuve” questa vicinanza passa dalla teoria a fatti concreti, grazie ai progetti di sostegno internazionale portati avanti dall’Italia e da molte altri nazioni. La solidarietà supera così i confini nazionali per arrivare in ogni angolo del mondo, passando da città fluviale a città fluviale.</p>
<p>Foto: Bibanesi &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Enrico Cavallari e il Pica per 237 ragazzi</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Sep 2011 13:37:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Studente</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I PiCA (Percorsi di Cittadinanza Attiva) sono un progetto formativo che ha come obiettivo i giovani e il loro inserimento nel mondo lavorativo. Sono stati istituiti grazie alla sinergia tra il Ministro della Gioventù e il comune di Roma; Enrico &#8230; <a href="http://www.freeculture.it/cultura/enrico-cavallari-e-il-pica-per-237-ragazzi/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.freeculture.it/wp-content/uploads/2011/12/Studenti-300x200.jpg" alt="Scanmbio culturale" title="Gruppo studio" width="300" height="200" class="alignleft size-medium wp-image-13" /><br />
<strong>I PiCA (Percorsi di Cittadinanza Attiva) sono un progetto formativo che ha come obiettivo i giovani e il loro inserimento nel mondo lavorativo. Sono stati istituiti grazie alla sinergia tra il Ministro della Gioventù e il comune di Roma; Enrico Cavallari (assessore alle Risorse umane  della Città di Roma) ha annunciato che la prima edizione dei PiCA darà a 237 ragazzi l’opportunità di effettuare dei tirocini retribuiti.</strong></p>
<h2>Lo scopo dei PiCA</h2>
<p>L’intento alla base del progetto PiCA è quello di creare una concreta occasione di sviluppo per i ragazzi, una categoria allo sbando nel mercato del lavoro, soprattutto in questa fase di crisi economica.<br />
Si vuole quindi agevolare l’acquisizione di una competenza al fine di trovare un lavoro; il progetto si pone anche l’obiettivo di insegnare ai suoi giovani partecipanti l’importanza della formazione, perché migliorare se stessi e mettersi al servizio degli altri significa anche migliorare il mondo in cui si vive.<br />
PiCA risponde infatti al bisogno che molti giovani hanno di partecipare allo sviluppo non solo economico, ma anche sociale e culturale della propria città. Il progetto diventa così un luogo importante, un nuovo canale di comunicazione in cui i ragazzi potranno esprimersi, mettersi in gioco e creare qualcosa di concreto sfruttando il proprio impegno. </p>
<h2>Il successo dei PiCA</h2>
<p>I 237 tirocini PiCA sono stati individuati dall’amministrazione della Capitale e sono distribuiti in trentasei programmi che coprono diversi campi: si passa dall’assistenza agli anziani alla cura dell’ambiente, dalla promozione turistica alla tutela dell’ingente patrimonio artistico-culturale di Roma.<br />
La durata di questi tirocini non supererà i sei mesi, e i ragazzi si vedranno corrispondere un contributo mensile di 350 euro. Il tirocinante verrà affiancato da un tutor che lo seguirà nel suo percorso, contribuirà ad accrescere la sua professionalità tecnica, e lo aiuterà ad apprendere il corretto funzionamento amministrativo dell’Urbe. Da questo ne deriverà di conseguenza anche una maggiore coscienza delle proprie capacità e competenze, spendibile in una successiva ricerca di lavoro.<br />
Le domande di partecipazione sono state più di cinquemila e, dato il grande successo dell’iniziativa, Enrico Cavallari già parla di organizzare la seconda edizione dei PiCA.</p>
<p>Foto: © Robert Kneschke</p>
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		<title>Studiare all’estero</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Sep 2011 13:33:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Studente</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Studiare all’estero è un’opportunità che viene data a molti studenti, in diverse fasi della loro formazione scolastica (già a partire dalle scuole superiori): grazie a questa occasione molti di essi vengono in contatto con culture nuove e diverse, e ne &#8230; <a href="http://www.freeculture.it/cultura/studiare-all%e2%80%99estero/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.freeculture.it/wp-content/uploads/2011/12/Università-200x300.jpg" alt="Studiare all&#039;estero" title="Università" width="200" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-10" /><strong>Studiare all’estero è un’opportunità che viene data a molti studenti, in diverse fasi della loro formazione scolastica (già a partire dalle scuole superiori): grazie a questa occasione molti di essi vengono in contatto con culture nuove e diverse, e ne ricavano un profondo giovamento in termini di formazione.</strong></p>
<h2>Studio all’estero: studiare in un ambiente diverso da “casa”</h2>
<p>Sono possibili diversi progetti che permettono ai ragazzi di sperimentare i benefici dello studio all’estero.<br />
All’interno della situazione europea, il più famoso è senza dubbio l’Erasmus, che ogni anno coinvolge migliaia di universitari, ma esistono anche programmi che permettono di spostarsi oltre il confine della UE. Alcuni progetti prevedono per i partecipanti delle borse di studio, così da alleggerire il carico economico che peserebbe altrimenti sui genitori. In alcuni casi sono previste delle strutture ospitanti, in altri si viene invece accolti da famiglie che danno la loro disponibilità.<br />
L’opportunità più evidente dello studio all’estero è quella di visitare luoghi nuovi e di conoscere persone provenienti da tutto il mondo, che condividono la nostra esperienza e apportano il loro personalissimo contributo alla nostra “avventura”. </p>
<h2>La sfida formativa dello studio all’estero</h2>
<p>Studiare in un paese straniero è innanzitutto una sfida per se stessi: i giovani lasciano la propria casa e sperimentano sulla propria pelle una reale autonomia. La gestione del proprio tempo e delle proprie risorse (non ultimo, il denaro) fa capo a loro, con una conseguente responsabilizzazione.<br />
Come prima cosa i ragazzi devono imparare a dominare una lingua nuova; e se già la conoscono, hanno la possibilità di esercitarla ogni giorno, andando ben oltre i vantaggi dell’apprendimento sui libri. La conoscenza di una lingua straniera è una risorsa fondamentale e ben spendibile nella ricerca di un lavoro, ma è soprattutto una ricchezza personale, in una realtà comunicativa così pervasiva come quella attuale. Durante il periodo di studio all’estero c’è inoltre la possibilità di creare dei contatti importanti per il futuro (formativo e lavorativo) dello studente.<br />
Uscire dalla prospettiva della propria casa grazie allo studio all’estero permette di aprire gli orizzonti mentali, guardare con occhi nuovi sia il mondo circostante che il nostro luogo di partenza. Da sempre la possibilità di condividere esperienze con gli altri è il nucleo della crescita individuale di una persona.</p>
<p>Foto: illustrez-vous &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Ospitare studenti stranieri: YFU e l’ospitalità</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Aug 2011 13:27:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Studente</dc:creator>
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		<description><![CDATA[YFU (Youth For Under standing) è una tra le più grandi associazioni al mondo che gestisce lo scambio internazionale per giovani studenti, che vengono ospitati all’estero da famiglie volontarie. Lo scopo principale di YFU è quello di aiutare i ragazzi &#8230; <a href="http://www.freeculture.it/associazioni-culturali/ospitare-studenti-stranieri-yfu-e-l%e2%80%99ospitalita/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.freeculture.it/wp-content/uploads/2011/12/gruppostudi-300x199.jpg" alt="Scambi culturali" title="Studenti" width="300" height="199" class="alignleft size-medium wp-image-6" /><strong>YFU (Youth For Under standing) è una tra le più grandi  associazioni al mondo che gestisce lo scambio internazionale per giovani studenti, che vengono ospitati all’estero da famiglie volontarie. Lo scopo principale di YFU è quello di aiutare i ragazzi a incontrare nuove culture e nuove persone, accettare la diversità e sviluppare la propria personalità grazie al confronto con ciò che è “altro” rispetto alla “normalità” quotidiana. </strong></p>
<h2>Nascita e sviluppo dell’YFU</h2>
<p>YFU nasce per volontà di Rachel Andresen nel 1951, grazie a una collaborazione tra America e Germania. In quegli anni, immediatamente successivi alla seconda Guerra Mondiale, si pensò di mandare diversi ragazzi tedeschi in America, per permettere loro di riprendersi dalla guerra, fisicamente e psicologicamente. Questi giovani vennero ospitati per un anno da famiglie che si erano offerte volontarie, e frequentarono là anche le scuole. Ne derivò un’esperienza costruttiva che mise in evidenza come la realizzazione di legami tra nazioni e culture diverse fosse una risorsa importantissima per i ragazzi. Sostenendo un ideale di pace e collaborazione tra popoli, il progetto venne portato avanti negli anni, coinvolgendo sempre più paesi. A tutt’oggi YFU è l’associazione più conosciuta a livello mondiale in questo ambito. </p>
<h2>YFU e l’importanza dell’ospitalità in famiglia</h2>
<p>Ogni anno YFU organizza più di 3000 scambi, indirizzando i partecipanti a oltre cinquanta nazioni diverse: possono partecipare giovani e studenti dai 15 ai 22 anni.<br />
E’ un’organizzazione senza fini di lucro e che si basa sull’aiuto di migliaia di volontari sparsi in tutto il mondo, che supportano i ragazzi durante le loro esperienze all’estero.<br />
Al centro del progetto YFU rimane comunque l’importanza di rimanere per un lungo periodo con una famiglia ospitante, proprio perché si ritiene che l’immersione in una nuova cultura, scuola e famiglia sia uno strumento di educazione “internazionale”, in grado di aiutare i partecipanti ad acquisire una nuova coscienza delle altre culture, in un clima di dialogo e rispetto.<br />
Nel momento in cui i giovani entrano in contatto con mondi sconosciuti e creano amicizie durature, imparano non solo una lingua e nuove abitudini, ma acquisiscono anche una prospettiva rinnovata e più complessa del mondo, in cui riescono a maturare una nuova cognizione di sé. </p>
<p>Foto: © FRANCESCO RIDOLFI  </p>
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